.

stefatta


Diario


1 febbraio 2007





permalink | inviato da il 1/2/2007 alle 12:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


31 gennaio 2007

mi persi

invece di andarmene da qui piuttosto che lasciarti ancora la soddisfazione,
decisi di cambiare totalmente la mia posizione è solo che... mi persi
e ancora ieri consideravo che se tu non c'eri io... però è un pensiero inutile
 ma sì, sì lo so qual'era il modo esatto per riavere tutto è solo che... mi persi
e poi, chi sà ognuno ha il suo piccolo razzo lanciato nel blu dello spazio
con dentro frammenti di se
e già
ma si, ma si lo so che avrei dovuto perderti e sfidare il mondo solo che... mi persi
ma sai che c'è? se ognuno ha il suo piccolo razzo io devo aver perso il contatto
e adesso perdonami se, mi è rimasta soltanto la parte peggiore di me.
(Daniele Silvestri)

come sempre lui trova le parole giuste!




permalink | inviato da il 31/1/2007 alle 23:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


4 gennaio 2007





permalink | inviato da il 4/1/2007 alle 1:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


4 gennaio 2007


c'è un tempo per perdersi ed uno per ritrovarsi...ci sono tempi morti, quelli in cui non ci sei stata.
mi chiedo se durerà anche quando ci riperderemo nel caos della metropoli.
...Ma poi...la risposta, folgorante: Ci siamo mai perse??
Il tuo primo biscotto!!! 




permalink | inviato da il 4/1/2007 alle 1:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


4 gennaio 2007


NUOVE STRADE.....




permalink | inviato da il 4/1/2007 alle 1:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


29 dicembre 2006


Capita di sentirsi assenti ma allo stesso tempo presenti.

Capita di avere le mani occupate e la testa libera.

Capita di non riconoscersi nei discorsi degli altri.

Qui, non mi capita di sentirmi me stessa.

Mi guardo negli altri e non mi riconosco.

Non mi capitava da tanto.

Capita spesso di sbagliare. A me capita sempre.

Capita  di essere perdonati. A me è capitato.

Il perdono, però, non mi è bastato.

 




permalink | inviato da il 29/12/2006 alle 2:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


5 dicembre 2006


Il tempo come miele scorre sul mio ventre
mentre la mia mano ti assiste dolcemente
assente e tremante
la mia anima non dorme
se il vento fosse aria potrei forse imprigionarlo.




permalink | inviato da il 5/12/2006 alle 2:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


20 ottobre 2006

...

Dormire per poi svegliarsi. Perché l’inizio è sempre la fine. Parto da qui senza sapere. Sapienza. Pazienza. Fine. Qui, senza niente. Gli attimi si susseguono. Eterni. E se per caso io fossi te e tu…

Momentaneamente. Eternamente. Come sempre. Non dormo. Aspetto. Potrei restare qui per ore. Con gli occhi bassi. Il cielo l’ho già visto. Non mi basta. Se guardo le mie mani. Forse mi basta. Ancora. Terra di confine. Dove cominci tu inizio anch’io. Voglio scoprirti. Senza aspettare. Perché l’attesa è un’agonia. E senza agonia non si muore. Morire per poi rinascere. Il risveglio.

 

 




permalink | inviato da il 20/10/2006 alle 23:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


30 settembre 2006

conTEMPOraneo

A piccole dosi…il tempo scorre. Lento, lentissimo, pesante. Ritmi sconcertanti mi riportano a me. Vagando, passeggiando. Sono qui silenziosamente. Ad aspettare chi, cosa… tempo. Chiudo gli occhi, fuori è giorno. Parole temporanee. Assetato. Il tempo. Quando ci conviene, è come se non sia passato. E ci pensi. Lo riascolti. Ma è tempo perso. Le ore della notte, alte come i grattaceli, piccole come formiche quando ci conviene. Ma non conviene, quasi mai. Tempo come polvere. Frantumato. Semplicemente tempo.

Fotogrammi invisibili. Palpebre fulminee. In tempo. Controtempo. E se ci penso, perdo tempo?

Temporale. Passato e presente. Il minuto, il secondo forse sarà il primo. Ed io: tengo il tempo. Il tacco batte, la mano sbatte. Percosso e scosso. Contemporaneo…futuro.




permalink | inviato da il 30/9/2006 alle 1:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


8 giugno 2006

sono quasi quattro anni

E' proprio così che va, un giorno per caso, anche tu qui?
Due esistenze che fino a quel momento avevano condiviso a malapena lo stesso cielo, si ritrovano a condividere tutto. I segreti più segreti, le notti bianche e in bianco, la pasta con la salsa rosa, il sugo con il tonno, la crudaiola...la frulliamo?
Poi un giorno ti svegli e ti rendi conto che prima di addormentarti è stato il tuo ultimo pensiero e che anche quando... non ci sentiamo da un pò, ha i suoi momenti...lei è lì.
Hai mille difetti, e mille e un pregio... sei la mia famiglia, ed io sono un pò la tua.
Grazie, grazie per le stronzate e per le dritte un pò storte.
Vivi, lasciati stare, anche la sofferenza ha una sua ragion d'essere e te lo dice una che della sofferenza ha fatto la sua missione. ( si lo sò mi piace soffrire, che ci vuoi fare sono malinconica e me ne vanto)
Grazie perchè domani mi racconterai tutto.
Ti voglio bene...mia dolce amica.




permalink | inviato da il 8/6/2006 alle 0:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


6 giugno 2006


Bruno Martino
Estate
Sei calda come i baci che ho perduto
Sei piena di un amore che è passato
Che il cuore mio vorrebbe cancellare

odio l'estate
Il sole che ogni giorno ci scaldava
Che splendidi tramonti dipingeva
Adesso brucia solo con furore

Tornerà un altro inverno
Cadranno mille pètali di rose
La neve coprirà tutte le cose
E forse un po' di pace tornerà

odio l'estate
Che ha dato il suo profumo ad ogni fiore
L' estate che ha creato il nostro amore
Per farmi poi morire di dolore

Odio l'estate

anche se tarda ad arrivare....




permalink | inviato da il 6/6/2006 alle 23:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


21 maggio 2006

La panchina




L'ortica!!! L'ho sempre odiata! da bambina passavo i miei pomeriggi in quest'angolo di mondo, in questa foto non si vede ma sulla destra c'è un albero di noci, ci salivo sopra e con la schiena appoggiata al tronco e le gambe incrociate sotto il ramo su cui ero seduta cercavo un equilibirio precario. Non c'era molto da osservare intorno a me. ma io lassù ci stavo davvero bene, se chiudo gli occhi riesco ancora a sentire l'odore, l'odore del rosmarino, l'odore della terra.
Non mi ha mai appassionato l'idea della campagna, questa voglia di natura, per esempio, io non andrei mai in un agriturismo a passare le mie vacanze, ma il mio giardino...il giusto compromesso tra il freddo del cemento e il caldo delle rose. Avevo tutto lì.
Ma oggi se guardo quella panchina vuota penso a tutte le persono che ci si sono sedute. Tutte le persone che ci hanno passato qualche istante, interi pomeriggi o notti.   
Il mio giardino è sempre stato un rifugio per me, qualche volta pensavo di essere una principessa, mi sedevo su quella panchina e aspettavo che il mio principe arrivasse.
Vorrei essere lì in questo momento, sedermi e pensare, vorrei anche camminare su quell'ortica che da bambina mi faceva schifo, vorrei ascoltare il silenzio di quel luogo e ringraziarlo. Vorrei dire a quell'albero che anche se non è poi così alto mi ha fatto guardare lontano. Vorrei dire a quella panchina che il principe non è arrivato ma che i miei desideri si stanno realizzando. Vorrei calpestare la terra e dirle che la strada su cui cammino oggi è disconnessa ma penso mi porterà lontano, perchè è li che voglio andare. Lontano, ma sempre vicino a quella panchina




permalink | inviato da il 21/5/2006 alle 0:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa


30 aprile 2006


l'estate è sempre più vicina, e gli esami...incombono!!!
oggi riflettevo su gli episodi della mia vita, è come se ci fosse una continua ripetizione di eventi.
in particolare riflettevo appunto sulle frasi che mi sono state ripetute più volte, tra le tante ne ho individuata una che vince per numero di volte e pesantezza. La frase in questione é: "Esco da una storia difficile e...sai non mi va di legarmi a nessuno....ma non perchè sei tu"
eccola è lei la frase imputata, l'espressione che più di tutte mi infastidisce. Giuro il prossimo uomo che me la ripete lo ammazzo, potrei cominciare a pensare seriamente ad un complotto, qualcuno ha deciso...il mio destino è trovare solo uomini che escono da storie difficili. Però poi se ci rifletti bene, puoi anche arrivare ad una spiegazione, che per quanto non condivisibile potrebbe almeno dare una logica a tutta questa sfiga.
Ho ventiquattro anni, frequento ragazzi dai venticinque ai ventotto anni, dunque a meno che non siano degli sfigati o  fidanzati  sono single da poco dato che secondo una media, diciamo non troppo empirica, i ragazzi tendono a fidanzarsi intorno ai 22 anni. La spiegazione è semplice: i ragazzi sfigati non mi interessano, quelli fidanzati...meglio evitare... dunque mi restano solo i "single da poco" che come sempre hanno avuto una fidanzata pesante che magari li ha resi dei vegetali. Focalizzato il problema bisognerebbe trovare una soluzione, ma giuro che io non la trovo. Se vi dovesse venire in mente qualcosa non aspettate a darmi suggerimenti.




permalink | inviato da il 30/4/2006 alle 1:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


14 gennaio 2006


Cerchi concentrici

Risolvono l’enigma

 

Armonia

Danza sublime

Vorticosa leggerezza

 

Rendimi fragile

Girami ancora attorno

 

Ascoltami sorridere

afferra la mia ombra

Accoglimi

 

Vienimi incontro e…

 

Parlami ancora

 

 

 




permalink | inviato da il 14/1/2006 alle 0:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


9 gennaio 2006

c'è ancora la principessa




permalink | inviato da il 9/1/2006 alle 14:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


6 gennaio 2006


lentamente si fa sera
velocemente torna la luce
velluto nero, delicato
ombre dorate
pelle ruvida
tutto gira
circondata da me
moltiplicata all'infinito




permalink | inviato da il 6/1/2006 alle 22:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


18 ottobre 2005


quando imparerò a non illudermi? me lo chiedo sempre...ancora non mi rassegno alle delusioni, continuo a credere nella bontà degli esseri umani.
non metterò la testa a posto mai!!!!!
Ma quanto, quanto ancora dovrò aspettare???




permalink | inviato da il 18/10/2005 alle 23:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


29 settembre 2005


Forse è meglio rimanere nel fondo, dal fondo non puoi cadere.
E' molto meglio non assaporare mai la dolcezza dello zucchero se poi bisgna ingurgitare anche l'amaro.
Non si può prendere il volo con le ali di qualcun'altro.
Se lasci che la brezza ti scompigli i capelli, non puoi pretendere che la tempesta non ti colga.
Ogni parola sussurrata, porta dietro di sè l'urlo di una addio.
Ci ho sperato, ci ho provato.
Chi mi conosce lo sà. Ma non ci sono riuscita, neanche questa volta.
A tutti coloro che anche questa volta avevano scommesso ho il piacere di dire che hanno vinto.
Con me si va a botta sicura. Ma non demordo.
Nel mio cuore c'è e ci sarà sempre una principessa che aspetta, pronta a sciogliere i capelli.
la cose belle ci sono, ed io le sò ancora vedere.

Buonanotte




permalink | inviato da il 29/9/2005 alle 1:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


28 settembre 2005

oppure..aspè

Gli uomini. Grande mistero. Universo incomprensibile. E poi dicono che sono le donne quelle complicate. Il mondo è cambiato.  Non ci sono più le mezze stagioni. Bel tempo, però!Come cavolo si fa? A fare che? il bicchiere lo vuoi mezzo pieno o mezzo vuoto?...se non lo sai potrei tirartelo tutto in faccia così ti accorgeresti che l'effetto è lo stesso.
Sono stanca, anche io. Perchè? semiotica e filosofia, ti bastano questi motivi? non lo so, devo pensarci, e poi sono così confusa. Il quadro semiotico non l'ho incorniciato, i significanti fanno a botte con i significati , che videoclip è la vita. Suoni immagini e Peverini.
uffa!!!!! stai sclerando, stiamo sclerando, io non voglio diventare così tra qualche giorno!
poi sono io quella poco normale, ma vi siete guardati?
oddiom ma cì? hahahahahahahahahhahah ste basta per favore, devo studiare !
bhe ora scrivi che è lo sclero nostro...che sclero...28 settembre ore 18:22 camera di annalisa, stop. punto.




permalink | inviato da il 28/9/2005 alle 18:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


22 settembre 2005

mi fido di te

Quando apprende a maneggiare la spada, il guerriero della luce scopre che il suo equipaggiamento deve essere completo: e questo include un'armatura.
Così parte alla ricerca dell'armatura, e ascolta le proposte di vari venditori.
"Usa la corazza della solitudine", dice uno.
"Utilizza lo scudo del cinismo", incalza un altro.
"La migliore armatura è quella di non farsi coinvolgere da niente", afferma un terzo.
Il guerriero, però, non vi presta ascolto. Con serenità, si reca nel suo luogo sacro e veste il mantello indistruttibile della fede.
La fede para tutti i colpi. La fede trasforma il veleno in acqua cristallina.

Paulo Coelho, Manuale del guerriero della luce




permalink | inviato da il 22/9/2005 alle 12:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


7 settembre 2005

enunciazone

L’esame di semiotica, un disastro, una maledizione. Domani mattina lo rifaccio per la sesta volta, se qualcuno può gradisco una preghiera, a qualsiasi dio.




permalink | inviato da il 7/9/2005 alle 19:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


6 settembre 2005

Dolcefiore

imbocca al lupo per domani...tanto sei una secchiona, lo sanno tutti!




permalink | inviato da il 6/9/2005 alle 16:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


6 settembre 2005

NEL SEGNO DI UN'ESTATE CHE VORREI POTESSE NON FINIRE MAI


 




permalink | inviato da il 6/9/2005 alle 14:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa


5 settembre 2005

Niente da ricordare

 

 La sveglia suona incessantemente, Marco la cerca con una mano, e senza guardare preme il tasto per disattivarla. Finalmente è spenta.  Si libera dal lenzuolo che lo tiene incastrato al letto. Si alza in piedi e prova ad aprire gli occhi. Niente. Ha uno strano mal di testa, forse si sarà ubriacato ieri sera.

È tardissimo. A quell’ora avrebbe già dovuto essere a lavoro. “Mette su” l’indispensabile caffè, e con fretta convulsiva corre in bagno. Si getta acqua fredda sul viso per rinvenire dal suo coma profondo.

Torna in camera, apre l’armadio, gli serve assolutamente il suo abito, quello portafortuna.

È inutile, il vestito non c’è. È in tintoria. Maria, la governante,  si è dimenticata di ritirarlo. Impreca. E’ tardi, tardissimo. Si infila uno dei suoi completi blu con camicia bianca e cravatta tinta unita, e corre a spegnere il fuoco. Poggia sul tavolo due tazzine, e versa il caffè. Ritorna in camera, e cerca di svegliare la ragazza con cui ha passato la notte. Niente da fare.prova a scuoterla tenendole una mano sulla spalla. Le dice che il caffè è sul tavolo e che la richiamerà , ora è tardi e deve andare a lavoro. Lei si alza velocemente e lo rincorre, vuole un bacio, lui non se ne accorge e sbatte la porta dietro di sé.

 

Finalmente arriva nel suo ufficio, i grandi capi hanno già cominciato.

Prende coraggio e apre la porta, si scusa per il ritardo, collega il pc al proiettore e comincia la sua relazione, il viso dei capi è compiaciuto, l’idea è buona, sarà lui a gestire la nuova campagna pubblicitaria dell’ultimo modello della BMW.

Marco è al settimo cielo, non vede l’ora di andare a festeggiare. Va nel suo ufficio, prende tra le mani il cellulare, deve assolutamente chiamare Gianni, l’amico di una vita. Guarda il display; ha ricevuto un mms, è di Ilenia, la ragazza con cui ha passato la notte,apre frettolosamente il file, è una foto, sono le sue labbra che lo baciano, c’è anche il testo: “tutti i baci che avrei voluto darti”.

Lo cancella. Compone il numero, Gianni risponde al primo squillo, Marco è esaltato, gli racconta tutto nei minimi dettagli. Marco insiste affinché Gianni esca con lui a festeggiare.

Gianni non è convinto, domani deve lavorare, ma non può lasciare solo il suo amico. Uscirà con lui, ma mette in chiaro che dovrà tornare presto.

 

 Marco e Gianni si incontrano nel solito locale a trastevere, cominciano a bere, Marco ancora non ci crede. Finalmente la sua carriera ha preso il largo.

Le ore passano velocemente,i due rivoluzionano il locale, ora ballano sui tavoli, Marco tiene per i fianchi una ragazza e le sussurra all’orecchio parole sbiascicate e incomprensibili.

Gianni guarda l’orologio, è tardissimo,  invita il suo amico ad andare via. Marco è troppo preso, vuole restare lì.

Gianni è irritato dall’atteggiamento di Marco, chiama un taxi è va via.

Il locale sta per chiudere, il proprietario cerca di far riprendere Marco che è riverso su un tavolo,  confuso, la testa gli gira come impazzita.

Uno dei camerieri lo accompagna alla porta e gli chiama un taxi.

Marco non ha voglia di aspettare. Comincia a camminare, non sa bene neanche lui dove sta andando.

 

 Apre gli occhi, è in ospedale, sente le voci dei dottori che gli chiedono il suo nome, lui risponde. E confuso, non capisce perché si trova lì. Ora è su una barella, dev’ esser operato d’urgenza.

La notte è trascorsa senza complicazioni. Marco è immobile, non sente le gambe, una maschera per l’ossigeno gli copre il viso. Una voce lo chiama, è sua madre in lacrime.

Marco, chiede cos’è successo,  i dottori gli rispondono con la stessa domanda. Nessuno sa niente. È stato ritrovato da un vigilante in un parcheggio, ha tutto il lato destro del torace compresso verso l’interno, e la quarta vertebra frantumata. Non ha ematomi sul corpo, solo dei piccoli graffi sulla mano.

Il referto medico dice: “Impatto da monovolume”.

Marco non camminerà mai più.

 

Un anno dopo.

Marco si è fatto accompagnare dalla sua badante nel parcheggio dov’è stato ritrovato. Negli ultimi tre mesi  è andato lì  tutte le mattine. Non vive più, ha lasciato il lavoro, si trascura. Vuole sapere. Vuole capire chi è stato. Non riesce a darsi pace. Vuole ricordare.

Improvvisamente il clacson di un auto lo fa sussultare. È una Mercedes classe A.

Al volate una ragazza. È Ilenia.

Marco comincia a sudare, gli tremano le mani. Ora tutto è chiaro, ricorda quella notte. È stata lei. La chiama, le urla contro, lei gli manda un bacio  e scompare dietro una curva.

 

Marco và al commissariato, ora è capace di raccontare tutto nei minimi dettagli. La nebbia è sparita, tutto è nitido.

 

Due mesi dopo.

Ilenia è stata arrestata per tentato omicidio. Ma a Marco non basta, vuole capire il perché e deve essere lei a dirglielo.

Và a trovarla nell’ospedale psichiatrico dov’è ricoverata, è seduta su una sedia, guarda fuori dalla finestra.

Ilenia si accorge della sua presenza gli và incontro, gli prende il viso tra le mani e gli sussurra in un orecchio: “VOLEVO SOLO BACIARTI”.




permalink | inviato da il 5/9/2005 alle 18:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


5 settembre 2005

APPARENTEMENTE INUTILE

L’assoluta inutilità delle mie parole rende il mio sguardo insofferente.

Inutilmente cerco l’insostenibile leggerezza che ha soffocato la mia anima.

Ricordi inesistenti, apparentemente fragili, sfuggono alla ragione che incessantemente cerca significazioni.

Foglie secche si sgretolano.    

Fiumi incandescenti raccolgono ciò che è rimasto.

Apparentemente fragile.

Insofferente alla sofferenza.

Vago senza pensieri

Vuota.

Svuotata dal sole

Prosciugata dal tuo calore

Irrimediabilmente arranco

Sussultando e alle volte sprofondando

Rimango  inerte dinanzi a questo grande niente

Alla mia voce che ancora non si è fatta luce

E a questa croce

Che ancora mi sostiene

Impassibile guardo al mio domani

Niente tra le mie mani

Tutto nella mia anima

Soffocando respiro




permalink | inviato da il 5/9/2005 alle 17:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
sfoglia     gennaio       
 
 




blog letto 10878 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario
deliri
profilo

VAI A VEDERE

camomillo
francesko
murgiafilmfestival
quandocapita


"è facile la discesa nel Mondo degli inferi,
ma tornare sui propri passi e fuggire verso l'alto,
questo è il compito, questa è la dura prova"
(La Sibilla ad Enea nell'Eneide di Virgilio)

CERCA